Il “sogno europeo” della formazione permanente PDF Print E-mail
di Francesco Florenzano - Presidente dell’Unieda   
Meno male che c’è l’Europa, o meglio l’Unione Europea! Una affermazione sentita più volte in questi anni e che nel caso della formazione permanente è una grande verità. Il libro di Paola Nicoletti conferma ancora una volta questa constatazione dandole la giusta collocazione sia in senso cronologico sia in senso sostanziale.

A legger le statistiche annuali di Eurostat ci si rende sempre conto di come la provincia italiana sia integrata nel processo europeo ma anche quanto è distante dall’applicazione di direttive, intuizioni, politiche, che altrove hanno portato benessere e un diritto di cittadinanza degno di questo nome.
Grazie a questo libro abbiamo una raccolta di materiali ma soprattutto le ragioni delle attuali “utopie” di un gruppo di esperti e di interessati che invoca da anni un maggiore impegno nell’ambito della formazione permanente. Peccato che in questo gruppo non figurino i “veri” decisori politici, i quali farebbero bene a leggere libri come questi e poi dare le giuste risposte ai cittadini che aspettano da anni, ad esempio, una vera legge sull’apprendimento permanente.Paola Nicoletti - 1957-2007. Dai Trattati di Roma all’Europa dei cittadini.
Il libro percorre la storia dell’Unione Europea da un particolare punto di vista, quello della formazione permanente, “la cenerentola” della formazione nel caso italiano, ma un “gigante” nel caso dell’Europa. Infatti, le politiche italiane sono inversamente proporzionali  a quelle dell’Europa. Solo nel 2007 (ad agosto) il nostro Governo accenna timidamente ad un disegno di legge sull’apprendimento permanente, che contrariamente alle attese, non introduce nessun diritto del cittadino, nessun vero incentivo, nessuna detrazione fiscale, nessun piano per colmare il divario esistente tra il nostro Paese e gli altri dell’Unione Europea.
Eppure occorrerebbe sfogliare questo libro per capire cosa concretamente si deve fare, seguendo la cronologia stessa dei suoi capitoli. L’educazione permanente degli anni sessanta-settanta, materia del Consiglio d’Europa, trasformatisi in formazione permanente, in educazione degli adulti e infine con una espressione inglese, lifelong learning, tradotta in italiano prevalentemente con apprendimento per tutto il corso (a volte arco) della vita, è il tema che Paola Nicoletti snocciola nelle sua varie fasi di crescita, concedendo al lettore un panorama storico e pragmaticamente pedagogico, di utilità collettiva e alla base delle future (si spera) decisioni politiche.
Il libro ci ricorda nel dettaglio il percorso effettivo della formazione permanente a partire dall’anno europeo del lifelong learning del 1996, con il quale Edith Cresson diede inizio alla stagione formativa della quasi totalità degli esperti della materia dei giorni nostri, per giungere al nuovo programma Socrates dedicato in larga parte all’apprendimento permanente.
Mano a mano che leggevo questo libro mi è sembrato di intravedere un’affinità con il saggio di Jerome Rifkin, Il sogno europeo, del 2004, che assume come tesi il declino del sogno americano per enfatizzare il percorso dell’Europa, che si presenta meno vecchia di come si crede, soprattutto se confrontata all’America. Rifkin sostiene che “Il Sogno europeo, con l’accento che pone sull’inclusività, la diversità (…) i diritti umani universali, i diritti della natura e la pace, è sempre più affascinante per una generazione ansiosa di essere connessa globalmente e, nello stesso tempo, radicata localmente”. Vale a dire che il futuro è in parte già nel presente dell’Europa e che il declino stesso dell’Europa e lontano da venire, soprattutto per politiche lungimiranti, che fanno della società della conoscenza la chiave di accesso al mondo per i singoli e alla realizzazione di una vita migliore per i Governi. Politiche a partire dal 1957, anno del Trattato di Roma.
Il “sogno europeo” di Paola Nicoletti è un saggio documentato e ben scritto, che pone a tutti noi una domanda chiara ed esplicita soprattutto a noi italiani, ovvero: “di tutto questo ne abbiamo fatto veramente tesoro?”  E anche in questo caso viene da domandare come fece il presidente Kennedy  il primo giorno da Presidente degli Stati Uniti  (il 20 gennaio 1961) «Non chiedete che cosa il vostro paese può fare per voi, ma che cosa voi potete fare per il vostro paese.»
Ricercatrici come Paola Nicoletti hanno raccolto e messo a disposizione, in maniera sintetica e chiara, il materiale necessario per qualsiasi cosa che si voglia fare nell’ambito della formazione permanente e nel diritto di cittadinanza. Restiamo ora in attesa di sapere cosa faranno i responsabili delle politiche formative e quale strada percorreranno per dotare l’Italia e le nostre Regioni di strumenti efficaci e concreti.

Paola Nicoletti
1957-2007. Dai Trattati di Roma all’Europa dei cittadini.
Pagg. 208, € 18,00
Franco Angeli, Milano 2007

 
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