Nasce la rete per la formazione continua PDF Print E-mail
di Guglielmo Festa - Pres. Associazione SMILE [g.festa@smile.it]   
Nella prima settimana di settembre si è svolta la prima edizione della Summer school sulla formazione continua. Con questa riuscita iniziativa seminariale, una tre giorni di approfondimento organizzata presso la Scuola della Società Engeneering SpA, a Ferentino, l’Associazione SMILE, l’Agenzia di formazione professionale promossa dalla CGIL, ha lanciato una innovativa idea di rete per la promozione della formazione continua.

Il seminario, che ha coinvolto una settantina di operatori del mondo della formazione, dirigenti e tecnici dei Fondi interprofessionali, sindacalisti, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni, si è soffermato sulle trasformazioni del lavoro nella società della conoscenza, mettendo in luce i nuovi bisogni che esse inducono sul versante delle competenze professionali e i percorsi di apprendimento necessari alla loro acquisizione.

L’obiettivo è quello di favorire la nascita di una cultura condivisa dell’investimento in formazione per tutto l’arco della vita, come risorsa strategica per la competitività del sistema paese, avviando un dialogo fra impresa, lavoro ed esperti di diverso orientamento.

Il compito prioritario della rete sarà quello di approfondire la riflessione attorno ai processi di trasformazione del lavoro, il rapporto tra l’introduzione delle nuove tecnologie e l’organizzazione del lavoro, quali nuove competenze professionali tale rapporto induce e i nuovi saperi professionali necessari; occorre indagare sulle forme di costruzione della competenza professionale nel rapporto tra sapere formale, sapere implicito e sapere contestuale e sui percorsi di apprendimento che le persone sono chiamate a realizzare per conseguire un duplice obiettivo: accrescere le loro capacità di adeguamento all’evoluzione dei mutati contesti organizzativi in cui operano e nello stesso tempo aumentare le possibilità di nuova occupazione di qualità.

Nel corso del seminario sono state molte e impegnative le domande a cui si è cercato di dare risposta da parte di autorevoli rappresentanti del mondo delle imprese e del sindacato, anche con il contributo di esperti e docenti universitari, ed in particolare: quali strumenti per favorire l’apprendimento e rendere le competenze il vero valore aggiunto del sistema della formazione continua; attraverso quali procedure certificarne l’acquisizione e riconoscerne in modo certo e trasparente i benefici; come costruire saperi condivisi in materia di progettazione dei percorsi di apprendimento, così da rendere sostanziale, e non, come spesso accade, burocratica, la pratica della sottoscrizione concertata dei piani formativi aziendali o settoriali prevista dai fondi interprofessionali.

La Rete, a cui aderiscono già tutti i soggetti promotori del seminario (Engeneering, AISLO, Civita, Gruppo Giunti Editore, INFO, IFOA, INFO, IRSEA, ItaliaForma, Poliedra, RSO, SCIENTER, SOLCO) e per la quale già si preannunciano nuove adesioni, si propone obiettivi ambiziosi per far crescere, al di là dei proclami di facciata, la sensibilità verso il tema della formazione continua. Si tratta di dare un contributo di merito con l’obiettivo di rendere le imprese consapevoli che l’investimento in formazione rappresenta uno strumento fondamentale per qualsiasi politica di sviluppo e rilancio strategico ed il sindacato protagonista attento ai nuovi bisogni di rappresentanza emergenti su questo terreno e capace di rendere effettivamente esigibile il diritto alla formazione da parte di tutti i lavoratori. Infatti oggi sia nelle forme di lavoro tradizionale, ridotte, ma non estinte, sia nella inarrestabile transizione verso nuove forme di lavoro, emerge un bisogno crescente di ricostruire identità professionali che diano senso all’agire umano e all’apprendere nella società della conoscenza.

La piena riuscita di questo primo appuntamento porterà già dalle prossime settimane i promotori a definire una formula organizzativa adatta a consolidare il lavoro svolto, ad indicare le strategie di sviluppo della rete e a definire le prossime tappe di attività e di riflessione comune.

Usciamo da questa prima esperienza con la profonda convinzione che il nostro lavoro possa e debba essere un utile contributo capace di condizionare positivamente l’attività a regime dei fondi interprofessionali e nello stesso tempo possa renderci interlocutori credibili per il sistema istituzionale, con particolare riferimento alle regioni e agli enti locali, oggi alle prese con la riprogrammazione dei fondi europei. Si tratta in altri termini di ricostruire su questi temi quel terreno fecondo già sperimentato nel recente passato che ha fatto della concertazione fra le parti sociali e le istituzioni lo strumento indispensabile per una efficace politica di sviluppo del nostro paese.

 
Next >