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La variabile demografica ed il conseguente invecchiamento della popolazione nei sistemi di welfare occidentale, genera come paradosso del benessere l’incremento esponenziale della spesa sociale.
Inoltre, lo sviluppo dei processi produttivi e di servizio mette in crisi i tradizionali sistemi di finanziamento del welfare Tayloristico basati sulla contribuzione pro-capite. Tali fenomeni, comuni a tutti i Paesi occidentali a welfare avanzato, inducono ad un ripensamento complessivo degli interventi in materia di sicurezza sociale. Peraltro, la crisi degli usuali strumenti di finanziamento del welfare basati sul lavoro dipendente ed autonomo, rende via via più rilevante il ruolo della fiscalità generale quale mezzo di sostegno ai sistemi di sicurezza sociale. Tale evidenza pone nuovi problemi di sostenibilità, equità e solidarietà sociale. Parimenti, il ruolo crescente assunto nell’organizzazione dei servizi sanitari e sociali dalle istituzioni di prossimità, dagli Enti locali e dalle imprese del terzo settore, pone ulteriori quesiti in termini di complessità e variabilità dei fenomeni economici legati al sociale che si riverberano nella difficoltà delle analisi e delle scelte decisionali di politici ed amministratori. La risposta alla variabilità ed alla complessità dei fenomeni economici e sociali legati al welfare non può che essere una accresciuta capacità e velocità di processare informazioni e fenomeni rilevanti al fine di fornire ai decisori istituzionali elementi di analisi per scelte efficaci e tempestive. In questo quadro, con particolare riferimento all’Italia, si inserisce il progetto del casellario dell’assistenza, ovvero la ricerca e la progettazione di strumenti informativi ed interattivi che pongano in rete ed in tempo reale, dati ed informazioni possedute dalle amministrazioni centrali e periferiche in materia, con lo scopo di definire una mappa dei bisogni sociali per una regìa consapevole degli interventi di welfare centrale e locale. 1. Una proposta per una regìa consapevole delle politiche assistenziali in Italia: Il Casellario dell’Assistenza. Il tentativo di disciplinare l’area delle politiche sociali in materia di assistenza è stato più volte affrontato dal punto di vista legislativo ma continua a manifestare difficoltà di attuazione connesse da un lato al vasto numero di attori che possono intervenire nell’erogare prestazioni assistenziali e dall’altro alla difficoltà di intercettare senza sovrapposizioni lo stato di effettivo bisogno. Le difficoltà di coordinamento a livello dei soggetti coinvolti riguardano: - Regioni; - Province; - Comuni; - Associazioni non profit e di volontariato; - Enti Previdenziali. Dal punto di vista dei destinatari dei provvedimenti di assistenza si appalesa da un lato l’esigenza che l’intervento sia tempestivo per cogliere il momento dell’effettivo bisogno, e, dall’altro che le provvidenze non vadano a persone che non versano nello stato di bisogno prefigurato (cd finti poveri). Da quanto sopra deriva che per una efficace politica dell’assistenza non si possa prescindere da : - un sistema di condivisione delle conoscenze relative allo stato di bisogno; - una consapevole regia centrale. 2.La condivisione delle conoscenze
Il legislatore ha già individuato nei principali Enti previdenziali e nell’INPS in particolare, l’ente destinatario di norme relative alla costituzione e alla gestione del casellario dei pensionati e del casellario dei lavoratori attivi. La scelta è stata agevolata dal fatto che il maggiore istituto previdenziale del nostro Paese oltre ad essere il principale erogatore di prestazioni collegate al reddito per oltre oltre 8.000.000 di cittadini ed i loro coniugi (assegni sociali, integrazioni al minimo, assegni familiari, maggiorazioni sociali ect.), è in rete con la maggior parte dei comuni italiani, soprattutto per quello che riguarda il trasferimento di informazioni anagrafiche. Pertanto, attraverso le proprie banche dati, alimentate mensilmente come ad esempio il sistema E-MENS per le retribuzioni o i redditi di oltre 16 milioni di assicurati o annualmente attraverso il sistema RED per accertare il reddito di 8 milioni di pensionati beneficiari di prestazioni assistenziali o periodicamente attraverso l’ISEE, l’indicatore della situazione economica equivalente, sulla base del quale ogni cittadino che faccia richiesta di prestazioni assistenziali e di servizi pubblici commisurati in base al reddito, dalle Regioni, dai Comuni, dalle Università, l’INPS è in grado di mettere a disposizione i dati ed informazioni economiche relative alle persone che percepiscono prestazioni collegate al reddito. L’INPS, pertanto, potrebbe essere il soggetto adatto a svolgere un compiuto censimento dei beneficiari di prestazioni assistenziali, nella costruzione della rete dell’assistenza necessaria per l’attuazione di corrette ed eque politiche sociali. Questa rete povrebbe articolarsi su due macro livelli: - il primo livello consiste nella messa a disposizione delle strutture deputate all’assistenza di tutte le informazioni in possesso dell’Ente; - il secondo livello consiste nell’arricchimento delle conoscenze ottenuto attraverso l’inserimento nella banca dati di tutte le informazioni possedute dagli altri attori dell’assistenza (enti locali e non profit). L’istituzione di un Casellario dell’assistenza potrebbe cogliere efficacemente l’obiettivo di curare la raccolta, la conservazione e la gestione dei dati e di altre informazioni relative ai soggetti destinatari dell’assistenza prestata dalle amministrazioni centrali e periferiche. Il Casellario dell’assistenza potrebbe quindi amministrare l’anagrafe generale delle posizioni relative ai soggetti destinatari sul territorio nazionale di provvedimenti di assistenza e potrebbe rappresentare un efficace strumento per il coordinamento delle politiche di solidarietà sociale. 3. L’esigenza di una efficace regia centrale La disponibilità di questa risorsa informativa consentirebbe di rivedere l’assetto complessivo dell’assistenza sociale del nostro Paese consentendo scelte consapevoli in materia politiche di sostegno al bisogno che prevedano una efficace regìa centrale delle istituzioni governative ed una partecipazione attiva delle amministrazioni locali con un ruolo di integrazione di attività, risorse e servizi nel campo del terzo settore. In questo contesto il ruolo dell’Ente locale con particolare riferimento ai Comuni potrebbe essere duplice: - Accertare lo stato di bisogno in relazione alle erogazioni effettuate dagli Enti; - Integrare la assistenza fornita dagli altri livelli con specifici interventi mirati decisi a livello comunale. Il ruolo degli organizzazioni non profit dovrebbe prevedere preliminarmente l’accesso alla banca dati dell’assistenza e l’inserimento dei dati in proprio possesso. L’integrazione delle informazioni detenute dai differenti attori sociali gli Istituti nazionali, gli Enti locali, avrebbe un notevole e benefico impatto nelle politiche sociali del nostro Paese. La disponibilità delle informazioni consentirebbe una più puntuale misurazione della mappa dei bisogni e della effettiva allocazione delle risorse per scopi assistenziali offrendo ai luoghi decisionali centrali e periferici uno straordinario strumento conoscitivo e gestionale per una più attenta politica di soddisfacimento e di tutela dei bisogni sociali. |